Come Funziona Una Macchina Fotografica Reflex (3Parte)

FrancyNaifPhoto

Negli articoli precedenti ho parlato della struttura fisica di una macchina Reflex e di una lista di elementi che vi appartengono, come l‘otturatore o, obiettivi intercambiabili e una serie di impostazioni della macchina che ci consentono di fare una pluralità di cose e ci chiariscono come ottenere determinati risultati.

In questo articolo tratterò invece l’esposizione della luce e in particolare modo di come funziona un esposimetro che sia o interno o esterno alla Reflex.

In ambito fotografico si usa l’acronimo EV per indicare il valore di esposizione (Exposition Value) della coppia Diaframmi/Tempi, da non confondere con gli STOP che invece sono l’intervallo tra due valori di diaframmi diversi, due tempi diversi o due ISO diversi; questa rilevazione ci consente in termini pratici di rappresentare l’ effettiva luminosità presente nella scena e i valori di EV ci vengono indicati dalla macchina fotografica attraverso l’esposimetro.

Qui di seguito allego esempi pratici:

Esempio coppia Diaframma/Tempo
Esposimetro Interno ed Esterno
Schema EV

Di conseguenza possiamo ottenere una determinata scala e sapere già in anteprima come ottenere un determinato risultato da memorizzare e riutilizzare in specifiche condizioni di luce, come l’esempio qui di seguito riportato:

Scala Coppie Equivalenti T/F

Nella misurazione la luce può essere Incidente = cioè quantità di luce che effettivamente arriva sul soggetto, quindi non risente delle sue caratteristiche fisiche ed è sempre valida come esposizione, oppure Riflessa = cioè quantità di luce che riflette il soggetto, questa invece risente delle caratteristiche fisiche del soggetto.

Gli esposimetri interni della Reflex sono TTL = Trought The Lens (attraverso la lente), leggono la luce solo in modalità riflessa sulla superficie inquadrata attraverso l’obiettivo. Esempio:

Lettura Esposimetro

Per convenzione internazionale tutti gli esposimetri interni TTL sono tarati sul Grigio Kodak 18%; vorrei dare una breve descrizione sul concetto del grigio medio 18% e sulla percezione visiva dell’occhio umano. Dovete sapere che le telecamere e macchine fotografiche si basano su un concetto di visualizzazione che usa una scala di luce lineare, mentre i nostri occhi rilevano la luce utilizzando una scala logaritmica. Nel seguente esempio vi mostro con un diagramma per capire la linea della luminosità percepita dall’occhio umano che equivale alla curva con gamma 2.2 mentre quella lineare si presenta sulla scala con gamma 1.

Luminosità Percepita
Grigio Medio

Il 50% di grigio, in uno spazio di 8 bit, è 127 (asse orizzontale). Ciò si allinea con un’uscita di luminanza del 20% circa sul display (ogni display ha una taratura con un valore numerico che noi stessi decidiamo inserendo nelle impostazioni di qualsiasi PC per lavorare foto in post-produzione e per il massimo della leggibilità di una foto o per quanto riguarda il risultato migliore nella fase finale di una stampa fotografica). Sia per la visualizzazione che per la stampa il concetto di gamma è importante in quanto fornisce la mappatura o la conversione tra i dati lineari (fotocamera / immagine) e la sensibilità logaritmica dell’occhio umano.

L’occhio umano può risolvere qualcosa e situazioni di luce nell’ordine di 10-14 f-stop della gamma dinamica con una dimensione della pupilla fissa. Questo è fino a 3 stop migliore rispetto alle migliori fotocamere DSLR (Digital Single Lens Reflex) in RAW a 14 bit,(RAW =”Grezzo“, equivalente digitale dell’antico negativo). Il nostro cervello è anche in grado di utilizzare tutti questi dati contemporaneamente, è come se avessimo un processore di immagini RAW a 16 bit integrato nella nostra corteccia visiva che regola automaticamente i livelli di luci e ombre per ottenere un’esposizione perfetta in tempo reale. Il 18% di grigio quindi, è solo un valore empirico che si adatta all’elaborazione delle macchine fotografiche che invece ai nostri occhi ci darà una visione naturale della scena che vediamo.


Un’altro fattore importante nella lettura di una foto è il bilanciamento del bianco, lo troviamo sempre nelle impostazioni della macchina fotografica e decidiamo di sistemarlo secondo le condizioni di una scena da fotografare. Il bilanciamento del bianco serve a correggere le dominanti di colore che il sensore non riesce a vedere. Il colore bianco che vediamo come neutro si attesta intorno ai 5.500 K e corrisponde alla luce solare che troviamo a mezzogiorno con bel tempo. La luce con temperatura più bassa trasforma l’immagine in toni rossastri, mentre la luce con temperatura più elevata con toni più bluastri. Con queste impostazioni conformemente alla scena da fotografare, possiamo decidere quale situazione migliore ci può rendere la foto che si avvicina di più a quella naturale percepita. Sotto immagine con schema:

Bilanciamento Bianco

Nel prossimo articolo mi soffermerò su Autofocus, un’altro aspetto integrante della macchina fotografica e della differenza tra Luce Continua e Luce Flash.

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